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sabato 22 maggio 2010

C'è anche chi, tra l'Unifil, si preoccupa per la deriva hezbolliana

C'è anche chi, tra l'Unifil, si preoccupa per la deriva hezbolliana



 

 "Il Gen. Camporini sollecita sul mandato dell'UNIFIL II
Il Capo di stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini, il 18 marzo ha evidenziato l'opportunità di riflettere sul mandato dell'UNIFIL II e conseguentemente sulla natura della nostra partecipazione, intervenendo alla presentazione del rapporto congiunto dello IAI e dello ISPI dedicato alla politica estera italiana.
In effetti, la situazione politica libanese è significativamente cambiata rispetto all'estate 2006, quando venne deliberato l'ampliamento del contingente dei caschi blu. Sopratutto, è venuta meno la volontà dell'esecuivo di Beirut di procedere al disarmo dell'Hezbollah, oggi considerata una forza politica riconosciuta dalle istituzioni nazionali libanesi alla quale è consentito mantenere un esercito privato.
Né sono trascurabili gli sviluppi relativi alla più ampia regione mediorientale, giacché il Libano continua a risentire notevolmente delle crescenti tensioni tra Occidente e Iran.
Affrontando l'argomento, Camporini ha certamente dato voce alle legittime preoccupazioni del vertice interforze del nostro Paese, che attende direttive aggiornate sul da farsi a fronte di un contesto politico-strategico in significativa evoluzione. "L'efficaci delle operazioni militari all'estero dipende anche dalla chiarezza della missione", ha osservato il Capo di Stato Maggiore, chiedendosi se veramente l'attuale obiettivo di UNIFIL II sia evidente o meno".
E, aggiungo, se sono i militari a preoccuparsi qualche ragione deve pur sussistere.
Buon fine settimana.

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